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1.721 m
425 m
0
17
34
68,89 km

Vista 15 vegades, descarregada 2 vegades

a prop de Sant'Andrea, Veneto (Italia)

Lasciamo la macchina nell'ampio (e pendente) parcheggio del santuario della madonna del Covolo. Partiamo già in salita seguendo le indicazioni per malga Ardosetta.
La salita è piuttosto ripida, il fondo è buono. All'inizio roccioso, verso la fine migliora. La salita è di 8 km per un dislivello di circa 800m (11%). Da qui vediamo sopra di noi Cima Grappa ma ci arriveremo tra molti chilometri. Iniziamo l'anello che ci farà salire in vetta da nord.
Seguiamo la strada asfaltata per qualche chilometro, poi passiamo ad una bellissima strada bianca in discesa per poi tornare all'asfalto. Sempre in discesa fino a Camposolagna da dove inizia un lungo anello sopra la Valsugana.
La vista è bellissima, giù si vede la Valsugana (senza mai essere esposti), più in là l'altopiano di Asiago, oltre la Vigolana, a nord ovest il Lagorai e le Pale. Il fondo è ottimo, unica difficoltà (ma dipende dal periodo) le foglie secche a terra. Per circa 30 km è così, un bellissimo saliscendi fino a congiungersi alla strada asfalta che da Seren porta alla cima. Giunti all'asfalto non saliamo, ma scendiamo per qualche chilometro giriamo a destra verso malga Bocchette (quella che dà il nome alla terribile salita da Cuapo).
A malga Bocchette inizia l'ascesa che ci porterà in vetta. L'inizio è molto piacevole, il fondo è ottimo, il sentiero largo le pendenze moderate, alle volte piana. In corrispondenza della fine del bosco la faccenda si complica e per 3 km la salita tornerà a farsi sentire (media 9%), il sentiero si stringe e troveremo diversi massi (nonostante tutto sempre in sella). Finalmente arriviamo sul sentiero della cresta dove la pendenza diminuisce un po' e possiamo raggiungere Rifugio Bassano. Fin qui abbiamo già 51 km sulle gambe, ma sempre su ottimo fondo.
Nella discesa un iniziano le difficoltà. Innanzi tutto il sentiero che seguiamo per la discesa è DA FARE A PIEDI senza se e senza ma. Anzi in alcuni passaggi la bici anche a mano è un intralcio. Fino al bivacco di Val Vecia, si fa a mano ma qui c'è la strada cementata che in un attimo ci porta all'inizio del sentiero 152. Anche qui la situazione è difficile. Il fondo è sassoso e la ruota slitta spesso, la stanchezza si fa sentire, SI ATTRAVERSANO TRATTI ESPOSTI, TALVOLTA MOLTO ESPOSTI, SPESSO BISOGNA SCENDERE, SEMPRE FARE ATTENZIONE, però la vista è davvero bella e noi abbiamo scelto di passare di qua (altrimenti c'è la strada asfaltata, all'imbocco del sentiero verso nord) per goderci la vista, passare sotto al ponte della ferrata sas brusai e pazienza se abbiamo camminato un po'.
Ci congiungiamo al sentiero che arriva dal casone Boccaor e qui si riesce a pedalare, ma si rimane MOLTO ESPOSTI, fino a raggiungere una bellissima strada bianca.
L'idea originaria era di scendere dal sentiero che inizia da malga vedetta, e ci avrebbe riportato a valle, dubbiosi della ciclabilità del sentiero. All'imbocco c'è un cartello di proprietà privata, scendiamo verso la malga dove vediamo delle persone per chiedere se sei può passare e se è fattibile la discesa. Non facciamo tempo ad aprire bocca che la gentile proprietaria ci dice che c'è un cartello e non si può passare, gli chiediamo del sentiero, ma ci risponde che c'è il cartello e non si può passare. Ne prendiamo atto, ci giriamo (da sotto sentiamo parlare tra loro "quei a piè i lasso passare quei in bicicleta no", usate google translate) e torniamo su con tutte le nostre malattie e decidiamo di ridiscendere per il salto della capra in asfalto.
Raggiunto l'abitato di Fietta ricalcoliamo il percorso e con un sentiero che ci permette di divallare raggiungiamo il sentiero previsto e Valle San Liberale, da qui qualche una breve strada nel bosco e si ritorna al parcheggio di partenza, non senza affrontare 300m di dura salita in asfalto.
Il giro è impegnativo (almeno per me e il mio allenamento) nonostante almeno fino alla cima il fondo sia ottimo senza difficoltà tecniche particolari, mai passaggi tecnici in discesa, mai tratti esposti o punti pericolosi. Esistono delle alternative più pratiche per ridiscendere, tipo tornare per la stesso via della salita, raggiungibile sia da malga Val Vecia, sia discendendo per l'asfalto dal versante di Semonzo. Se siete temerari riprovate a passare per malga vedetta (e magari fatemi sapere com'è), ho trovato numerose tracce in mtb che di li sono scesi.
Waypoint

inizio tratto a piedi

inizio_tratto_a_piedi
Waypoint

fine tratto a piedi

fine_tratto_a_piedi
Waypoint

inizio tratto esposto

inizio_tratto_esposto
Waypoint

fine tratto esposto

fine_tratto_esposto
Waypoint

proprietà privata

proprietà_privata

1 comentari

  • Foto de giant stance

    giant stance 30/10/2019

    Come sempre sei ottimo tutto dettagliato dai sempre il massimo

Si vols, pots o aquesta ruta.