Temps  5 hores 30 minuts

Coordenades 4668

Data de pujada 7 / de setembre / 2019

Data de realització de setembre 2019

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463 m
10 m
0
17
33
66,91 km

Vista 11 vegades, descarregada 2 vegades

a prop de Battaglia Terme, Veneto (Italia)

Il percorso si svolge nei sentieri che praticamente ho dietro casa e faccio tutti i giorni, ho riassunto in un unico giro le salite (e le discese) più rappresentative e riesco a darne ottimi dettagli conoscendo buca per buca.
Partiti da Battaglia Terme, dopo un breve tratto piano, si affronta il MONTE RUA, la salita è impegnativa ma su fondo buono e largo, ogni tanto si passa in asfalto per poi tornare allo sterrato. Giunti al cancello dell'eremo si gira a sinistra per raggiungere i ROCCOLO, qui ci sono molte rocce affioranti e in un tratto è necessario scendere e procedere a mano (30m). S'intercetta l'asfalto e si scende dietro al ristorante. Qui la discesa non è semplicissima, la traccia è stretta e ci sono molte pietre smosse. Se è bagnato si scivola, se è asciutto, anche. Breve tratto in asfalto, altro intercetto sulla strada principale e ci si dirige verso le TERRE BIANCHE, prima in un sentiero largo senza nessun disturbo (con vista sulla parete ovest di Rocca Pendice) poi in un altro sentiero stretto, scivoloso e con molte pietre. Di norma lo riesco a fare montato, se è bagnato le rocce diventano scivoloso e bisogna stare attenti.
Così si giunge alle terre bianche, sotto le guglie del Monte Pirio, si corre in discesa tra i vigneti con diverse pietre mosse ma tutto sommato facile da percorrere, altra rampa, si torna un po' su per puntare finalmente alla discesa del Monte Arrigon, il primo tratto semplicissimo e divertente, il secondo se ci sono state forti piogge e possibile trovarlo malmesso.
Si scende a Villa, si passa davanti alla chiesa e poi su per la salita di via GROPPETTO, per gran parte asfalta, e probabilmente la strada asfaltata più dura dei colli. Effettivamente in 850m la pendenza media è del 16% con un punto al 25% (si ha la sensazione di cappottare indietro con la bici da strada, nemmeno sul muro di Sormano capita). Quando inizia lo sterrato mancano poche centinaia di metri alla fine e sono i più facili (si riesce a fare anche in bici da corsa). Breve discesa e inizia il MONTE GRANDE, classica ascesa euganea, pendenza media intorno al 11% però il fondo è molto buono e ci sono tratti in cui si può respirare. Si arriva proprio al radar dell'ARPAV e inizia una facile discesa fino al passo Fiorine. Qui la discesa più brutta dei colli, il VIETNAM, ovviamente l'ho fatta a piedi e con un front è già difficile così (l'alternativa è scendere per l'asfalto).
A Teolo si può fare acqua e poi avanti tiretti alla cascata di SCHIVANOIA, per lo più un breve guidato con una rampa in discesa da fare a mano, si guada il ruscello sopra alla cascata e si riprende in salita tra i vigneti. Ci s'immette in strada per qualche centinaio di metri. Al laghetto del Venda si sale di nuovo, la prima metà è facile, poi il fondo peggiora e se è bagnato potrebbe mancare l'aderenza. Raggiunti i "MARONARI" si svolta a destra e inizia l'anello del VENDEVOLO. L'unica rampa in salita è coperta di sassi smossi ed è probabile dover mettere il piede a terra. Poi tutta discesa, blanda e facile, poi un po' più ripida e leggermente più difficile ma nulla di preoccupante. Di nuovo un rampa su asfalto molto ripida per immettersi nel sentiero dell'ALTA VIA, molto suscettibile agli umori del tempo, di solito in estate il fondo fa abbastanza schifo con pietre smosse, mentre in inverno è molto buono e si può fare anche in salita. La discesa è lunga, fino a Valnogaredo, qui un breve tratto in asfalto e poi la ROUBAIXun tratto che deve il nome al fondo in pietre infisse nel terreno, assolutamente scivolose e faticose da attraversare, la salita non è dura ma la fatica è molta, poi spiana e migliora fino a raggiungere la strada che porta al Monte Gemola, qui si scende, si attraversa l'incrocio e s'inizia la salita al MONTE CINTO. La salita non è durissima, il fondo è discreto. Arrivati all'incrocio se si fa un tornante in più e arriva nella cava di Riolite oppure si segue la traccia e pochi metri a sinistra c'è l'indicazione del Buso dei Brigante, punto panoramico con un arco di roccia.
Noi scendiamo, il sentiero è in ghiaia, poi una secca deviazione a sinistra ci fa entrare nel bosco, qui qualche centinaio di metri e troviamo una rampa impossibile da fare in bici (ho fatto fatica a farla a piedi probabilmente c'è stata qualche frana) e poi si continua in una bella discesa,torna a salire un po' e finalmente giù fino a Cava Bomba, andiamo verso sinistra (evitiamo la destra, ci sono i dinosauri carnivori) scendiamo nella cava e troviamo qualche esemplare di dinosauro erbivoro. Usciamo e finalmente qualche chilometro piano su asfalto per riposare.
Si sale a CALAONE, la strada è larga su ottimo fondo, poi diventa asfaltata ma, molto prima di raggiungere l'abitato svoltiamo a sinistra nel bosco per salire tra il fitto della vegetazione verso il MONTE CERO. Breve tratto da fare a mano, strada cementata e poi il sentiero che gira attorno al Cero, l'ultimo tratto (in discesa) è molto sassoso. Si arriva a Calone e c'è la fontanelle per recuperare le forze.
Avanti in discesa asfaltata fino ad un curva che noi dovremmo prendere tangente e salire per il ciottolato e scendere per la strada delle fontane, molto sassosa ma non la trovo difficile. Si arriva a Baone, pochi metri in piano e poi su verso il MONTE CECILIA per il salto al canguro. Rampa un po' sterrata, un po' asfaltata e un po' cementata, in ordine sparso. Raggiunta la cresta via a destra e qui merita il prezzo del biglietto. Qualche roccia affiorante divertente da passarci sopra per farci prendere la mano, poi si sale per ridiscende passando una bella gradinata di rocce. Un po' di su e giù, due belle curve paraboliche e, quando sembra finito via a sinistra e giù per una bellissima discesa che inizia tra bei gradini di roccia e finisce ancora peggio con gradini sempre più grandi (con una front la si fa stando attenti, l'ho fatta anche con un cx), tratto divertentissimo.
Il giro è quasi finito, si va verso Arquà Petrarca, due settori in salita per raggiungere Arquà alta ed uscire proprio di fronte alla Loggia dei Vicari dell'oratorio della Santissima Trinità, dalla piazzetta di fronte, girando a sinistra si raggiunge la casa di Francesco Petrarca. Ma noi scendiamo a destra per qualche metro per poi risalire prima in asfalto poi uno stratte sentiero, di nuovo asfalto e ai Ronchi una rampetta (l'ultima) per buttarsi giù verso il laghetto delle rane, la discesa è breve ma molto divertente, in mezzo al sentiero si trova di tutto, scalini, pietre, cocci, vetri, io ho trovato anche un fagiano (vivo, è scappato appena in tempo) e in certi orari praticamente è un tunnel in cui si vede poco.
Basta ora solo pianura. Si va per campi, prima si passa il campo di volo di aeromodellismo, poi si costeggia la villa (ormai in macerie) in cui Ugo Foscolo iniziò le ultime lettere di Jacopo Ortis e si finisce su Villa Italia dove si trovava il comando italiano durante la prima guerra mondiale.
Personalmente ho trovato il giro impegnativo, non ho un grande allenamento né esperienza in mtb ma ho fatto un fatica dannata. Molto dipende dalle condizioni meteo dei giorni precedenti, il giorno precedente il giro ha piovuto e nelle prime discese ho fatto fatica a portar giù la bici, poi ormai era asciutto.
Le discese sono divertenti, ma alcune sono brutte, una è molto brutta, bisogna fare attenzione, safety first

Comentaris

    Si vols, pots o aquesta ruta.